Sulle Persone Soppressive

Salve lettori,
oggi vorrei darvi un po’ più di informazioni riguardo alle Persone Soppressive, o SP (Suppressive Person).

Ho già scritto un articolo a riguardo, Persone Soppressive – il vero Dramma dell’Universo, ( e anche un altro qui: Il Predatore-Psicopatico (altrimenti noto come Persona Soppressiva… ), ma ora andrò molto più a fondo, e vi spiegherò come individuarle in un modo tale da non avere più dubbi, e magari riuscire anche ad aiutarle entro i limiti del possibile, ben sapendo che per guarirle serve un auditor. E non un auditor qualunque. Serve un auditor molto bravo ed esperto. Perché è certo che un auditor nella media finirebbe a pezzi. Anzi, si può persino dire senza troppo timore di sbagliare che qualunque auditor che ha smesso di audire lo ha fatto perché ha “audito” un preclear soppressivo (almeno uno). Dico “audito” fra virgolette appunto perché non è avvenuto alcun auditing, in quanto l’SP non lascierà che l’auditing abbia effetto su di lui. Non eseguirà veramente i comandi, e se mai lo farà, lo farà per pochissimi istanti, e poi tornerà immediatamente a fissarti in tempo presente. Non oserà quindi abbandonare il tempo presente per un solo istante per addentrarsi nel passato.

Ecco perciò un paio di caratteristiche degli SP: non lasceranno che l’auditing abbia effetto su di loro, e apparentemente sono totalmente in tempo presente in modo ossessivo, incapaci di andare indietro sulla traccia.

Ecco quindi che cosa in realtà uccide gli auditor: cercano di audire un preclear che è soppressivo, e che quindi fingerà di eseguire i comandi, ma che in realtà non si muoverà di un millimetro dal tempo presente, e non li eseguirà affatto. E lo sforzo che l’auditor compie nel far eseguire il comando, ed il conseguente fallimento dell’auditor di completare un ciclo di azione ed infine il fallimento di aiutare l’individuo, è ciò che lo fa finire a pezzi. Tornerà a casa totalmente sconsolato e sconfitto, e perderà di molto, forse totalmente, la voglia di audire. Ma a differenza degli SP le persone sociali si riprendono dalle sconfitte e dalle misemozioni, un SP non si riprende mai. Perciò tale sconfitta può non essere definitiva, e l’auditor dopo un po’ si riprende e forse continuerà ad audire. Ma se continua ad “audire” lo stesso pc, o se ne “audirà” altri di soppressivi, o se i suoi superiori sono soppressivi, beh, ben presto smetterà con l’auditing.

Questo in realtà avviene perché alla base di tutto non era preparato a sufficienza per affrontare tale scoglio.

Torniamo quindi alle caratteristiche della persona soppressiva.

Tali caratteristiche le potete trovare qua e là nei materiali di LRH.
Ora non starò a citare ogni volta i vari materiali da cui è tratto ciò che vi dico. Semplicemente studiateli e vedrete che non mi sto inventando nulla.
Quello che sto facendo è riproporveli con parole diverse, e con l’aggiunta dell’esperienza personale nell’averne incontrati in seduta e nella vita.

Per prima cosa è importante capire i vari termini che sono stati usati nel tempo per descriverli, perché anche in tali termini può esserci qualche piccola insidia, che se non compresa totalmente potrebbe rendervi difficile in seguito individuarli.

Si possono chiamare Persone Soppressive, Mercanti di Paura, Mercanti di Caos, o semplicemente PSICOTICI.

Il problema delle prime 3 definizioni è che esse possono apparentemente escludere dal gruppo una grande, enorme fascia che vi appartiene e che viene invece individuata chiamandoli semplicemente PSICOTICI.
Le prime 3 definizioni infatti tendono, a mio avviso, a far pensare a tali persone in quanto ai grandi soppressivi altolocati che sopprimono attivamente il pianeta, come ad esempio banchieri, politici, giornalisti, guerrafondai, e tutto il resto.
Ok, perfetto, benissimo, tali persone ESISTONO ovviamente, ma questo tende a spostare la vista dalla Persona Soppressiva di “rango” comune, comunissimo, come il genitore, la moglie, il collega, il figlio, e così via.

Questo perché tale definizioni potrebbero risultare un tantino esagerate se cercate di usare per descrivere delle persone comuni, comunissime, e che magari apparentemente non sono così attive nel sopprimere le persone.
Non tutti gli SP infatti hanno lo stesso livello di follia, e lo stesso livello di determinazione ed energia nel sopprimere gli altri. Ma questo non significa che la persone totalmente sconfitta, totalmente crollata, che si ritrova in uno stato di bassa energia, di bassa azione e tutto il resto, non sia una persona soppressiva, perché in realtà lo è pure lei.

Ecco che quindi chiamandola semplicemente PSICOTICA le cose si semplificano non poco. Chiamando psicotiche tali persone, ecco che possiamo correttamente includerle nella fascia corretta delle persone che portano il disastro alle persone per bene, alle persone relativamente sane di mente, che di fatto sono oltre l’80% della società.

Perciò non tutti gli SP stanno attivamente e visibilmente sopprimendo il genere umano, ma ogni SP sta certamente portando disastro nelle vite altrui. Ecco perché è così importante individuarle.

Da questa discussione sulle definizioni, si può quindi trovare una delle caratteriste degli SP, e a mio avviso il modo migliore per individuarli e per non CONFONDERLI con i PTS, cosa che spesso avviene. E tale caratteristica e indizio è la psicosi, ossia la FOLLIA.
Perciò, quando vi ritroverete con un dubbio sul fatto se la persona sia PTS o SP, o se la persona sia semplicemente un SP, chiedetevi fra voi e voi: “Ma questa persona in realtà è pazza?”.

Ecco quindi la prima caratteristica dell’SP: la persona è pazza.

La seconda caratteristica è che apparentemente è mentalmente sana, sanissima, tanto che supererebbe qualsiasi test psichiatrico, attitudinale, o di altro tipo (questo non sempre. Il test OCA di solito le rileva con i tratti bassi nella metà destra del grafico).
La persona soppressiva indossa quindi una maschera di perfetta sanità mentale.
Dentro di lei è assolutamente e totalmente folle, ma è diventata bravissima a controllarsi, così brava da risultare molto, molto razionale. Soltanto che lei di questa razionalità e presunta intelligenza, e logicità, e capacità di ricordare perfettamente gli avvenimenti, ne fa un grosso vanto, al punto tale da far sembrare le altre persone stupide.
Ma badate bene, LEI DEVE essere razionale e intelligente, lo deve fare a tutti i costi! Deve per forza dimostrarlo. Deve dimostrare a sé stessa e agli altri che non è pazza! Capite? Sa di essere del tutto pazza, ma non osa pensarlo e ammetterlo, e quindi compie ogni santo giorno uno sforzo indicibile per essere normale. Anzi, deve essere superiore alla media. Ed ecco quindi che si vanterà della propria memoria, o della propria intelligenza, e soprattutto penserà che tutti gli altri siano stupidi in realtà.
Ma tale palco crolla non appena provate a contraddirla, ad esempio dicendole che ricorda male un avvenimento, o che si è sbagliata…
Ecco quindi in un attimo emergere tutta la sua FURIA repressa…
Ecco quindi che appare il suo vero stato mentale ed emotivo.

E questo ci porta alla terza caratteristica: la persona soppressiva è costantemente misemotiva.

Per mis-emozione intendiamo qualsiasi emozione negativa, a partire da antagonismo in giù (antagonismo, collera, odio, paura, afflizione).
La persona soppressiva è quindi in uno stato cronico misemotivo. E’ quindi in uno stato costante di odio o risentimento, o paura, o antagonismo, o apatia, o di qualsiasi altra emozione negativa nei confronti del prossimo.
La differenza con le persone sane è che queste si muovono sulla Scala del Tono. E questa quindi diventa un’ulteriore caratteristica, o indizio, per individuare gli SP.
Una persona normale si muove sulla scala delle emozioni. Un SP no. E’ fisso, è bloccato su una misemozione cronica.
Certo, a volte riderà e si rallegrerà se lo fate ridere. Ma in breve, brevissimo tempo ritornerà al suo stato di follia cronica e di misemozione cronica.

E’ molto facile quindi localizzare un soppressivo semplicemente per questa terza caratteristica. L’SP quindi è simile ad una pentola a pressione. La misemozione repressa ad altissime atmosfere di pressione, esplode facilmente per un non nulla.

Possiamo quindi chiamarla la quarta caratteristica: la persona soppressiva esplode per un non nulla.
E’ quindi facilissimo farle arrabbiare.
Sono facilissimamente restimolabili.
Di fatto, vi sarà impossibile evitare di farle esplodere. Sbaglierete sempre. Qualsiasi cosa voi diciate, qualsiasi argomento voi tocchiate, non potrete evitare di far esplodere la loro collera. Il fatto è che la vostra semplice esistenza li irrita. Il fatto che siate lì e che respiriate la loro aria li manda in bestia. Ma fate attenzione: alcune di loro sono anche brave a “controllarsi”, ossia nel nascondere e reprimere la costante irritazione che provano quando voi parlate. Volete individuare degli SP nel vostro ambiente di lavoro? Facilissimo. Iniziate a parlare. Iniziate un bel monologo magari. Un bel discorso logico, razionale, di utilità per l’azienda. E osservate attentamente le reazioni delle persone. Alcune di loro REAGIRANNO. Alcune di loro si irriteranno. E quindi o reprimeranno il DISAPPUNTO, oppure vi impediranno di CONCLUDERE il vostro ciclo di azione. In ogni caso non potranno non reagire negativamente alle vostre parole, qualunque esse siano. Questo perché è praticamente impossibile non restimolarle.

Ed ecco quindi che arriviamo alla quinta caratteristica: gli SP vi impediranno di concludere i vostri cicli di azione.
State facendo un gran bel lavoro con un cliente, e che è quasi sul punto di essere concluso magnificamente? Ebbene, l’SP passerà di lì e cercherà in tutti i modi di mettervi su qualche altro ciclo. Cercherà in ogni modo di non farvi PORTARE A TERMINE nulla.
Questo lo fa instintivamente. E lo fa perché lui stesso non è in grado di FAR SPARIRE nulla, non è in grado di portare veramente a termine nulla, non è in grado di risolvere veramente in modo definitivo nulla. E in un qualche modo lo infastidisce il vedere qualcun altro che sta portando a termine qualcosa. Questo perché gli SP si infastidiscono per qualsiasi cosa.

E questo ci porta quindi alla sesta caratteristica: un SP non può far sparire nulla, non può risolvere in modo definitivo nulla. Può soltanto RESTIMOLARE. Può soltanto aggiungere. Può soltanto far continuare le cose.
Ecco quindi che non sono in grado di risolvere nulla in modo definitivo. Non riescono a trovare il vero WHY, il vero Perché delle cose, in modo da annullarle e farle sparire. Non riescono a risolvere definitivamente i problemi, le discussioni, le incomprensioni fra le persone, ma le perpetuano in eterno.

La settima caratteristica è quella della Scala del Tono accennata in precedenza, ossia la fissità sulla scala.
Anche un PTS potrebbe essere costantemente affranto a causa di un SP che lo sta martoriando psicologicamente su base quotidiana. MA a differenza dell’SP, il PTS cambia velocemente stato d’animo quando interagisce con una persona veramente sociale.
Un PTS quindi è molto, molto facilmente aiutabile: basta un po’ di ARC e sale subito di tono. E sono anche le persone che danno più soddisfazione quando aiutate, perché schizzano letteralmente sulla scala del tono. Purtroppo questo è anche l’altro lato della medaglia, ossia che non appena ritornano in contatto con il soppressivo, crollano velocemente e istantaneamente in fondo alla scala. Ecco da cosa deriva il roller-coaster (montagne russe). Fanno alti e bassi. Migliorano e poi peggiorano.
Un SP invece NON si muove. Non migliora. Non fa alcun progresso. Non può cambiare la propria condotta. E’ fisso e bloccato in tutti i sensi.

E questo ci porta all’ottava caratteristica: un SP non migliora. Un SP non cambia. Non risponde a nessun tipo di aiuto, a nessun tipo di “correzione” o tentativo di miglioramento.

Dal punto di vista tecnico questo è un grosso problema.
E’ un problema perché farà a pezzi gli auditor, dando loro pesantissime sconfitte.
Ed è un problema perché tali individui saltellano allegramente su per il Ponte e attestano “clear” e vanno sui “livelli OT” senza mai in realtà aver scalfito la superficie del bank.

In altre parole gli auditor che li audiscono scambiano il loro essere “in tempo presente” e la loro apparente “perfezione” comportamentale come il fatto che sono “clear”, che lo sono sempre stati, o che lo sono da vita passata.
Perciò lasciano che tali individui attestino grado dopo grado, senza aver mai ottenuto un minimo di azione di Tone Arm.

Ecco quindi la nona caratteristica: un SP non lascerà che l’auditing abbia alcun effetto su di lui. Rimarrà fisso e stabile nel tempo presente. Ti fisserà dritto in faccia invece di eseguire il comando, andando quindi nel passato, per trovare la risposta e quindi offrirti la risposta, presa dal passato. Un auditor non addestrato a sufficienza verrà quindi preso dallo sconforto, e “risolverà” il problema dicendo a se’ stesso che in realtà il procedimento “non aveva carica” e che il preclear è già clear o vicino a clear.

Il pc in realtà NON deve essere nel tempo presente, affinché l’auditing avvenga! Deve andare e rimanere nel passato mentre viene audito. Soltanto a fine procedimento o a fine seduta ritorna nel presente! Se rimane fisso nel presente a guardare l’auditor, l’auditing non potrà avvenire!

Decima caratteristica: i danni che il soppressivo compie non sempre sono visibili, in quanto la maggioranza dei danni che compie sono spirituali e non materiali.
Ecco perché un SP non può essere riconosciuto dalle statistiche di produzione.
In realtà di solito è molto “produttivo”.

Questo è un punto molto, molto importante per riconoscerli. E purtroppo, alquanto tristemente, è il modo principale in cui la “fanno franca” nel lavoro e nella vita.

Dal momento che essi cercano di essere davvero inappuntabili, davvero perfettini e rispettosi delle “regole”, essi cercano anche di avere tutte le “carte in regola”, in modo da farla sempre franca in un eventuale “processo”.

Perciò si cureranno sempre di avere “statistiche alte” (sulla carta), e di fatto le avranno, ne potete stare certi.

Questa è la loro principale arma, e la loro principale difesa, nel fare fuori ogni avversario, reale o immaginario che sia. E purtroppo, manager ottusi se la bevono ogni santo giorno, premiando tali “statistiche” alte, quindi proteggendoli, e magari licenziando le persone veramente valide e che facevano VERAMENTE il lavoro, ma che magari, a differenza del “perfettino” SP, soffrono di tanto in tanto di crisi isteriche, depressione, malattie varie, incidenti e fallimenti, ed in genere statistiche apparentemente più basse (ma vere) di quelle alte (ma false) del soppressivo.

Tutto questo accade perché i danni che gli SP provocano sono per la maggioranza SPIRITUALI e quindi “invisibili” ad un occhio non troppo allenato di un manager apparentemente “brillante” (ma in realtà ottuso).
Tali danni consistono di membri dello staff abbattuti, tristi e infelici, e di clienti che magari sborsano un sacco di soldi (ecco la fonte della statistica “alta”), ma che poi “inspiegabilmente” non proseguono nel percorso.


Riassunto:
Una persona soppressiva è in realtà una persona pazza, che però fa di tutto per apparire sana e normale, e di fatto ci riesce, ingannando praticamente tutti. Questo è infatti il dramma dell’universo: sono brave ad apparire sane, e a far apparire pazzi tutti gli altri.

Perciò la società, le imprese, e la vita in generale tende a premiare tali persone e a farle avanzare di posizione nella vita e nel lavoro.

Questo soprattutto perché i danni che esse compiono sono invisibili alla vista, in quando immateriali.
Non fanno grossi danni materiali a cose e proprietà.
Fanno grossi danni alla salute mentale e spirituale delle persone (e questi non sono quantificabili) che poi andranno veramente a fare dei danni materiali, in termini di soldi persi, proprietà rovinate, affari bruciati e così via. E questi sì che sono danni visibili, e quindi gli unici a venir disciplinati sono per l’appunto i PTS, che sono le vittime di questi folli mascherati da sani. Il nome PTS infatti vuol dire Potential Trouble Source, ossia Fonte Potenziali di Guai, ossia una persona SANA di mente che viene portata allo stress e alla pazzia (momentanea) e che quindi fa dei pasticci e rovina le cose materiali.

Ma la pazzia del PTS è temporanea, e può sempre guarire, anche soltanto se viene lasciato in pace, senza quindi nessun supporto spirituale.

L’SP invece è cronicamente pazzo. E’ l’unico vero pazzo. Ma che si comporta, si traveste e agisce da PERFETTO SANO MENTALE.

Ma tali personaggi è facile scoprirli.

In realtà ciascuno di noi ne è CAPACISSIMO.
Chiunque!

Di fatto ognuno di noi sa, dentro di sé, chi è davvero pazzo.
Come faccio a dirlo?
Semplice.
Chiedetevi semplicemente:
“Con chi devo stare attendo a come parlo, in modo da non irritarlo?”
“Chi in realtà sto compatendo, sto assecondando, in modo da adattare il mio comportamento al suo stato mentale?”.

Dentro di noi sappiamo chi sono questi pazzi.
Se così non fosse, non MODIFICHEREMMO il nostro comportamento in loro presenza.
E quando facciamo questo, in realtà li stiamo più o meno inconsapevolmente compatendo e trattando da disturbati mentali.

Ed ecco che quindi possiamo estrapolare un’ulteriore caratteristica: in presenza di SP le persone modificano il proprio comportamento in modo da non irritarli, o in modo da assecondare i loro schemi mentali deviati.

Perciò dentro di noi sappiamo benissimo chi non è “giusto con la testa”, ed in realtà cerchiamo in tutti i modi di assecondarlo, di non farlo infuriare, di farlo sentire al sicuro, spesso SMINUENDO NOI STESSI, il nostro vero potere e intelligenza, spesso fingendo di essere stupidi, in modo che il soppressivo si senta più al sicuro con noi in circolazione.

Vedete quante cose facciamo per assecondarli?
Vedete che noi stessi ci sminuiamo per farli star bene e sentire “al sicuro”?

Perciò che cos’è questo?
E’ più codardia o più bontà?
Quale delle due secondo voi?

A presto.

David Effe


18 ottobre 2017

Sapevo di non aver scritto tutto a riguardo, ed infatti pensavo di scrivere una seconda parte in un articolo successivo. Ma invece continuerò ad aggiornarlo qui di seguito.

Allora, la cosa che ho interamente mancato in questo articolo, e che in realtà era il motivo principale per cui mi era venuto in mente di scriverlo, è che le persone soppressive in realtà sono molto di più di quelle che sospettavamo, e di certo molte di più di quanto la persona di solito sia disposta a vedere, accettare e riconoscere come vero.

Troviamo tale dato nell’HCOB “PSICOSI” del 28 novembre 1970, dove Ron ci dice:

” PERCENTUALE PIÙ ALTA: A quanto pare, un totale che va dal 15 al 20% circa della razza umana è insano, o certamente lo è una percentuale molto più alta di quanto non si fosse stimato. La persona veramente insana non per forza agisce visibilmente in modo insano. Non si tratta di casi psichiatrici evidenti che si irrigidiscono rimanendo in quello stato per anni o che urlano per giorni e giorni. Questo viene osservato solamente negli ultimi stadi o durante uno stress temporaneo”.

Il problema è appunto nella definizione “persona soppressiva”, cosa che potrebbe portare parecchio fuori strada, in quanto non tutte queste sembrano sopprimere le altre persone. Ma chiamandole semplicemente “psicotiche”, la cosa può essere compresa meglio.

Quello che sto cercando di dirvi è che attorno a noi ci sono MOLTE più persone insane di quanto avessimo mai sospettato. Tutto qui.

Ma perché vi sto dicendo questo? Per farvi vivere in modo peggiore, magari in modo diffidente verso il prossimo? 
Ovviamente no.
Questo succede quando non si comprendono veramente a fondo i dati. Quando si comprendono le cose in maniera superficiale.
E questo infatti rischia di essere un gran brutto effetto collaterale del studiare questi dati. Anzi, in realtà è quasi garantito.

Quando studiai la prima volta il corso PTS/SP mi si aprì un mondo, ma la qualità della vita peggiorò notevolmente. Questo è il rischio di qualsiasi corso fatto in modo non totale e definitivo. Ad esempio quando uno fa un corso di TR, può aspettarsi in un primo momento che la sua capacità di comunicare diminuisca! Questo perché sta mettendo l’attenzione su dei meccanismi che prima faceva in modo inconscio, e quindi si introverte in una certa misura. La soluzione è continuare ad allenarsi, finché non padroneggerà totalmente tale conoscenza.

Il rischio dello studio è proprio questo, che è il rischio delle strade percorse a metà. C’è una conferenza classica di Ron in cui ne parla. Forse la prima delle conferenze classiche, o una delle prime, dove parla della strada per la Conoscenza. Dice che è una strada che deve essere percorsa fino in fondo, perché il percorrerla fino a metà è una cosa molto, molto rischiosa da farsi.

Ebbene, questo è il pericolo di ogni corso, di ogni studio intrapreso nella vita.
Se lo si percorre soltanto a metà, ci si può aspettare di peggiorare in tale ambito rispetto a prima.

Ma quando si ha a che fare con il settore PTS/SP, fare tale errore diventa addirittura disastroso. Questo perché si tratta di un settore fondamentale della vita, fondamentale nel gioco della vita, o forse, più che fondamentale, di un settore con enorme carica. Questo perché la vita è un gioco, e del gioco fa parte vincere/perdere, e la sconfitta può avere effetti molto forti su un essere, tali da renderla molto simile ad una soppressione vera e propria.

Perciò lo studio del fenomeno PTS/SP dovrebbe essere intrapreso con molta responsabilità, data la natura e la delicatezza dei dati contenuti.

Il sapere quindi che attorno a noi ci sono molti più insani di quanti si fosse pensato in precedenza (2,5% nel 1965; 15-20% nel 1970) di certo non ci fa sentire meglio.
Ma come sappiamo la verità spazza via ogni cosa, e la verità è l’unica strada e l’unica via d’uscita.
Ed un’altra cosa che sappiamo è che quando qualcosa ci fa sentire giù di tono, allora vuol dire che non si è fatto del tutto as-is di quella cosa, ossia non si ha ancora avuto totale ARC, che equivale a comprensione, riguardo a quella cosa.

Ecco che quindi diventa necessario COMPRENDERE ancora più a fondo questi dati, diminuendo o addirittura annullando il rischio che essi ci facciano sentire più infelici, o che ci portino a scontri e ostilità nella vita. Tale rischio esiste, ma comprendendo più a fondo si può superarlo.

Cosa è necessario sapere quindi?

A mio avviso è necessario sapere che non tutte le persone psicotiche o soppressive hanno lo stesso grado di follia e determinazione nel distruggere il prossimo, sé stesse, e l’ambiente. Se si comprende questo, allora si è in grado di includere correttamente in tale gruppo anche quelle persone che non avremmo incluso mai, e delle quali quindi non ci saremmo mai occupati correttamente, in quanto completamente “giustificate” da noi nei loro comportamenti.
Alcune persone giustificano tali comportamenti così tanto, che esse non hanno mai individuato alcun soppressivo nella loro vita o nel loro ambiente immediato. “I soppressivi esistono sì, ma lontano da qui… Sono nel governo, o sono solo una decina in tutto il mondo…” dicono.

Ed invece no.
E’ molto probabile che ce ne sia uno per ogni famiglia. Almeno uno.
Quelle famiglie invece in cui non c’è n’è nessuno, stranamente prosperano, ed i figli si avviano per una carriera brillante.
Vedete che messa in questi termini la cosa si fa decisamente triste e lugubre?
Perciò non è ancora il momento di smettere con la comprensione. Andiamo avanti ancora un po’.

Il punto fondamentale è che non tutti i soppressivi sono folli nella stessa misura. Non tutti loro sono pericolosi nella stessa misura. C’è chi arriva al punto di uccidere effettivamente le persone (tutti i serial killer sono ovviamente soppressivi, ossia insani), e chi invece, “semplicemente”, si rifiuterebbe di aiutare qualcuno che sta già affogando per esempio, e chi invece, in un gradiente minore, si limita semplicemente a sminuirti, più o meno intensamente, oppure gioisce segretamente quando qualcun’altro fallisce.

Ma la cosa interessante qui è che ciascuno di essi risponde all’ARC e alla comprensione. Magari brevemente, magari per pochi istanti, ma lo fa. Provare per credere.
Se si riesce ad entrare in comunicazione con loro, e se si riesce a togliere della carica tramite della buona comunicazione e tramite il rispetto del codice dell’auditor (senza quindi invalidare e valutare), si potrà vedere rinsavire la persona proprio sotto i vostri occhi. Per pochi istanti magari, o forse per qualche ora, o magari un’intera giornata o due, ma la persona rinsavirà momentaneamente. E allora vedrete una persona bisognosa di aiuto. Purtroppo presto o tardi il suo bank la inghiottirà nuovamente, e ritornerà a drammatizzare la malvagità, più o meno apertamente o nascostamente.

Perciò cercate di vivere serenamente (sebbene questo possa essere parecchio difficile a volte, in un mondo abbastanza pieno di psicotici), e soprattutto non fallite nell’individuarli, perché essi esistono e sono attorno a noi.

Certo, il non sapere queste informazioni vi avrebbe fatto vivere più sereni, forse.

Saperle vi rende un po’ più tristi, magari. 

Ma padroneggiarle vi renderà liberi.

ARC
David

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5 commenti

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5 risposte a “Sulle Persone Soppressive

  1. WOW!
    Finalmente un po’ di giustizia al PTS
    e più indizi per riconoscere un comune mortale SP.
    Una sola domanda: cosa spinge un SP comune a trovarsi difronte ad un auditor, o cosa cerca un SP nella spiritualità?
    Ciao a tutti!
    Ery

    Mi piace

  2. Ciao Ery.
    Ti rispondo con le parole di LRH.
    Dal bollettino “PSICOSI” del 28 novembre 1970:

    MODELLO DI COMPORTAMENTO

    L’APPARENTE modello di comportamento della persona insana è di venire da noi (chiedere di ricevere processing, di entrare nello staff, ecc.) con l’intenzione dichiarata di essere aiutata o di aiutare, poi creare pasticci come pc oppure lavorando su un posto e
    poi dichiarare che niente va bene e andarsene. Pare abbastanza evidente: è arrivato, ha visto che niente andava bene e se n’è andato.
    Quello è soltanto il comportamento APPARENTE. LE RAGIONI APPARENTI.

    In base a numerosi casi, questo è il ciclo effettivo: quando sentono parlare di qualcosa di buono che potrebbe essere d’aiuto, queste persone odiose, orrende, depravate e detestabili, che sono gli psicotici, arrivano da noi, distruggono questo, scombussolano
    quello, fanno fare cave-in a questa persona e fanno a pezzi quell’altra persona e QUANDO QUALCUNO DICE “NO!”, gli psicotici:

    a. fanno fisicamente cave-in oppure
    b. scappano via.

    Gli psicotici sono motivati dall’intento di nuocere.
    Se si rendono conto che stanno nuocendo a cose cui non dovrebbero nuocere, fanno cave in. Se hanno paura di essere scoperti, scappano.
    Gli psicotici sono alquanto consci di tale impulso.

    CONCLUSIONE

    Niente di tutto questo è molto gradevole. È difficile starci di fronte. Lo trovo difficile persino io.
    Freud pensava che dentro a tutti gli uomini si celasse un mostro, poiché egli aveva a che fare principalmente con psicotici e quel che lui vedeva era il loro comportamento. Non tutti gli uomini sono così. La percentuale di quelli che lo sono è più alta di quanto avessi
    supposto, ma è ben lungi dall’includere tutti gli uomini.
    Talvolta ci si rende conto della loro esistenza solamente quando si lavora a qualcosa e la si migliora. Loro stanno lì finché è possibile far andare male le cose o finché vi è speranza di distruggerle. Poi, quando si volge l’attenzione a migliorarle, fanno blow.
    Spesso questi tipi bazzicano intorno agli artisti e agli scrittori, poiché in questi essi vedono qualcuno o qualcosa da poter distruggere. Quando si presenta la prospettiva di un successo o di un fallimento dell’intento di distruggere, oppure la possibilità di essere scoperti, essi fanno blow, spesso nel modo più distruttivo possibile.
    Le org vanno molto soggette a queste cose. Talvolta uno psicotico riesce a causare il blow di buoni membri dello staff. Poi, presto o tardi, si rende conto di quanto siano malvagie le sue azioni, quindi si ammala oppure se ne va.
    La società non è assolutamente predisposta ad affrontare niente di tutto ciò. Le persone insane circolano liberamente distruggendo il luogo in cui si trovano, e le persone per bene pensano che questa sia la “natura umana” o che sia “inevitabile”, o che sia “dovuto a un’infanzia difficile”.
    Al momento della stesura di questo bollettino, è possibile risolvere la condizione della persona insana. Provare il processing per credere. Questo è di successo. È anche piuttosto veloce. Ma come ho detto, è così veloce che quella tecnica speciale deve essere usata da auditor infallibili che abbiano ricevuto un addestramento speciale.
    Da un bel po’ di tempo mi son reso conto che dovremmo essere in grado di risolvere la condizione delle persone insane, visto che gli psichiatri vanno scomparendo. Ho avuto l’opportunità di dedicarmi al problema. E l’ho risolto. Finché la cosa non sarà interamente
    pubblicata, sarà di grande beneficio per il C/S conoscere le informazioni qui esposte, visto che costoro si presentano sulle sue linee molto più spesso di quanto lui abbia mai sospettato.
    Le persone insane possono essere aiutate. Non sono casi senza speranza.
    Mi auguro che questi dati vi saranno utili.
    L. RON HUBBARD
    FONDATORE

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  3. *** ARTICOLO AGGIORNATO ***
    (La parte scritta in blu)

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  4. toro seduto

    continua così

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